IL ROSICCHIALIBRI.IT

 
Un libro lo puoi mangiare, mordicchiarne un angolino, tanto per scoprire che sapore ha [...]
 

     Il Rosicchialibri       Via Zara, 1●01100 Viterbo (VT)Tel/Fax 0761.347645 rosicchialibri@gmail.com

Il gioco di quest'anno si chiama:

Tutti a tavola con il Rosicchialibri

Per leggere il progetto clicca QUI
 

In bocca al libro

conclusioni

Hanno sostenuto il progetto:

Regione Lazio

Provincia di Viterbo

Comune di Viterbo

1 Presentazione
1.1 - Partecipazione al gioco

I bambini iscritti al momento della partenza erano suddivisi in 200 squadre provenienti da 27 scuole di tutta la provincia e da 3 centri ricreativi, per un totale di 3452 bambini: 2039 mele rosse e 1413 mele verdi.

Numeri molto elevati, al di là delle aspettative, che hanno imposto la necessità di rettifiche organizzative nel corso del lavoro.

Hanno concluso il gioco 144 squadre, 92 mele rosse e 52 mele verdi che costituiscono il 72% delle squadre che hanno iniziato. Circa 2/3 delle mele verdi (65% - cfr. tabella) hanno raggiunto la fine del gioco mentre l’87% delle mele rosse sono arrivate a consegnare l’ultima prova. L’andamento della partecipazione è apparso quindi in lieve diminuzione nel corso del gioco.

Per quanto riguarda la costanza dei partecipanti, ben 125 squadre hanno portato a termine tutte le prove (79 mele rosse e 46 mele verdi) pari al 62.5% delle squadre coinvolte.

1.2 - La mostra

Durante tutto il percorso che si è snodato nei nove mesi di gioco c’è stato modo di raccogliere le tracce dei bambini che avevano partecipato: buste colorate, foto dei lavori svolti, telefonate, i fogli risposta delle prove decorati, e-mail con richieste di titoli di libri.

Si è avuta ulteriore conferma dell’entusiasmo dei bambini nel momento in cui si è chiesto alle squadre di realizzare un Rosicchialibri in carne e ossa, o meglio, in carta, scotch, colla e occhiali.

Centinaia di topi di tutte le dimensioni hanno affollato la sede dell’A.Ge. a dar conto del lavoro di 118 squadre (71 mele rosse e 47 mele verdi) ed oltre 3000 disegni…

Segnali questi della necessità di incontrare e conoscere i bambini ed esporre i loro lavori.

Durante la mostra i bambini insieme alle maestre ed ai genitori hanno potuto votare i più belli in urne di formaggio preparate ad hoc dallo staff. Dal 15 al 20 aprile presso il Chiostro di S.Maria della Quercia, Viterbo, sono state raccolte le filastrocche dei “melograni”, la favola di Ramesse per gli “ananas”, i libri-game dei “fichi d’India”, le leggende sull’origine del mondo delle “banane” e i quadri delle “susine” con gli stravaganti titoli di giornale dei “limoni”; mentre strani topi di gesso si accompagnavano a topi-orologio, topi cantafavole illustravano una storia inventata a topi in finestra dentro reti di metallo, piatti pieni di topini guardavano altri piccoli Rosicchialibri disegnati su cartoncini appesi di tutte le dimensioni; topi in mezzo alla frutta e topi fatti di frutta…

Il chiostro era pieno dei materiali, frutto di una scelta motivata dall’idea di presentare almeno un lavoro per ogni squadra partecipante al gioco, e più di 2000 bambini hanno visitato la mostra con le proprie classi o con i genitori.

2 - La valutazione del percorso

All’interno del progetto si era previsto di mantenere il più possibile flessibile la proposta del gioco a distanza per adattarla ai bambini partecipanti.

I continui contatti con i docenti coinvolti hanno permesso di avere un feedback continuo e di intervenire in alcuni casi sulle scelte organizzative.

Il percorso è stato inoltre monitorato mediante alcune rilevazioni sistematiche:

  • due questionari rivolti agli insegnanti (dopo le prime tre prove – gennaio 2002 - e dopo l’ultima prova – maggio 2002);

  • un questionario per i genitori (dopo la V prova – marzo 2002),

  • l’apertura di una casella di posta elettronica sul sito (da settembre 2001).

Le informazioni raccolte sono state di grande importanza per un riscontro sull’accoglienza del gioco e su eventuali rettifiche da apportare.

Ma, in particolare il questionario dei genitori, ci ha permesso di raccogliere notizie assai significative su fenomeni che vanno al di là del gioco stesso e che riguardano le abitudini di lettura dei ragazzi ed il rapporto con le biblioteche presenti sul territorio.

2.1 - Gli insegnanti

Nel primo questionario sono 69 gli insegnanti che hanno risposto ai 200 questionari che abbiamo inviato, distribuiti tra le diverse scuole partecipanti. La maggior parte (52%) conduceva squadre di mele rosse.

Circa il 79% ha compilato il questionario da solo e ci è sembrato che per molti di loro il Rosicchialibri sia stato una iniziativa che hanno condotto forse in eccessiva solitudine, nella difficoltà di coinvolgere il resto del modulo ed in parte anche i genitori.

In relazione alle prove proposte nel gioco, sono state poste tre domande aperte sugli aspetti organizzativi, contenutistici e legati alla modalità del gioco di entrare in relazione con i bambini.

Le risposte mettono in luce globalmente una ottima valutazione del gioco nei tre ambiti evidenziati. Come aspetti problematici: alcune inesattezze presenti nei testi dei giornalini, la necessità di adeguare maggiormente le prove ai bambini magari inserendo prove più “aperte” nella elaborazione, lo stimolo ad aggiornare con costanza i punteggi sul sito.

Vi era poi una serie di domande che chiedeva una valutazione sul clima della classe durante la conduzione del gioco (cfr. grafico). Anche qui la valutazione da parte degli insegnanti dell’accoglienza del giornalino, del clima di lavoro, sempre uniforme e durante il lavoro concreto silenzioso ed interessato, hanno presentato dei bambini entusiasti e stimolati dal Rosicchialibri ad entrare sempre più nel vivo del gioco.

Gli insegnanti ci presentano anche indicazioni di collaborazione tra i bambini della stessa squadra, mentre sale la presenza di segnali di competizione tra i bambini di squadre diverse. Gli insegnanti non rilevano la presenza di modifiche sostanziali nei comportamenti e nelle abitudini di lettura dei bambini in concomitanza con il gioco del Rosicchialibri.

Al termine delle prove, a maggio, si è proposto agli insegnanti un altro strumento di rilevazione molto più semplice del precedente.

In questo caso le risposte che ci sono giunte sono state troppo poche per poter effettuare una comparazione significativa con la precedente valutazione. Ne riportiamo sinteticamente le indicazioni offerte.

In questo breve questionario si chiedeva una valutazione che mettesse in evidenza i punti di forza della proposta e i punti di debolezza e la eventuale intenzione di proseguire. Gli insegnanti che hanno risposto (13) tra i punti di forza hanno messo in evidenza:

I ciclo

  • Il grande coinvolgimento e stimolazione dei bambini che con entusiasmo e divertimento aspettavano i giornalini

  • L’arricchimento che derivava dalla lettura e dal gioco condotto per i bambini

  • Positivo l’avvicinamento alla lettura che ne è derivato

  • L’aver svolto un interessante lavoro di ricerca

  • Un valido lavoro di gruppo in cui vi era stato spazio per tutti i bambini di esprimersi

  • L’aver associato al gioco con il giornalino, il gioco in biblioteca (per Viterbo).

  • Il progetto è stato ritenuto una importante risorsa per la classe

II ciclo

  • Approccio diverso al libro: rende divertente ed interessante lavorare ed apprendere

  • Presenza di notevole impegno personale nel portare avanti il gioco

  • Modalità diversa di effettuare delle ricerche che ha stimolato molto i bambini

  • Coinvolgimento dei bambini

Per quanto i riguarda i punti di debolezza evidenziati:

  • Necessità di meglio adeguare all’età contenuti e tempi proposti per svolgere i giochi

  • Necessità di conoscere in anticipo i contenuti e la bibliografia per poterli eventualmente inserire nella programmazione e potersi preparare

  • Necessità di giochi più stimolanti per la lettura e più suggerimenti per la lettura

  • Poca spinta all’autonomia: i bambini hanno dovuto chiedere ai genitori

  • Necessità di maggiori gratificazioni

  • Migliorare la grafica dei giornalini e la correttezza tipografica

  • Difficile reperire le informazioni richieste

  • Ampliare lo spazio del gioco in biblioteca (Viterbo)

  • Maggiore chiarezza nell’attribuzione dei punteggi e nella comunicazione della classifica

2.2 - I genitori

Nel marzo 2002, dopo la V prova del giornalino, abbiamo inviato alle classi dei bambini coinvolti un questionario da rivolgere ai genitori. I genitori hanno risposto in 1869 – circa il 54% della popolazione che si era iscritta a partecipare al gioco. Il questionario si componeva di 24 domande, prevalentemente chiuse ed era mirato ad avere alcune informazioni su:

  • le abitudini di lettura dei ragazzi,

  • la conoscenza del servizio “biblioteca” nei vari paesi,

  • le modalità di ricaduta del progetto rosicchialibri nelle famiglie

  • la presenza di eventuali aree di approfondimento e miglioramento del gioco per un futuro progetto.

L’ampiezza del campione coinvolto e la sua distribuzione su tutto il territorio interessato fanno sì che la portata della rilevazione vada al di là del gioco per coinvolgere aspetti che possono essere di chiaro interesse per gli operatori educativi e culturali che si occupano della lettura (scuole,biblioteche)

2.2.1 - anagrafica

I genitori che hanno risposto si suddividevano in 32% genitori di bambini del primo ciclo, mentre il restante 66% del secondo ciclo.

Per la provenienza geografica, il 26% dei genitori che hanno risposto provenivano dal capoluogo, il 13% dalle frazioni di Viterbo, mentre il 60% da altri comuni della provincia.

2.2.2 - le abitudini di lettura

In base all’opinione dei genitori, circa l’80% dei bambini legge abitualmente libri non scolastici.

Questa percentuale si differenzia ovviamente tra le diverse età: dal 60% dei bambini della prima elementare che leggono almeno un libro al mese fino al 90% per i ragazzi della quinta.

Molto ricca anche la presenza dei giornalini tra le letture, ma inferiore a quella dei libri.

Alla richiesta del titolo dell’ultimo libro letto sono stati indicati circa 680 diversi titoli di libri ed almeno 70 testate di giornalini per ragazzi.

Tra i libri letti, la saga di Harry Potter raccoglie mote preferenze, coinvolgendo i bambini già in I (pur se in 10ª posizione); ma dalla II fino alla V mantiene stabile e consolidata la prima posizione.

I bambini di prima privilegiano le favole, lette da loro o lette dai genitori. I libri di Geronimo Stilton, la simpatica linea della Piemme, sono presenti in III, IV e V (in ottava posizione) e si attestano come proposta per ragazzi tra il primo ed il secondo ciclo (dai 7 anni fino ai 10 anni). Salgono decisamente in V i Piccoli brividi che in V divengono il terzo tipo libro letto.

Tra i giornalini, Topolino risulta e si conferma di gran lunga il più letto in tutti i ranghi di età.

Pare che sia al tramonto l’immagine di bambini che hanno chiuso con la lettura per dedicarsi a televisione e videogiochi.

La lettura è presente spesso con una “quantità” e “qualità” apprezzabili.

L’estrema diversificazione dei titoli poi è un segnale della ampiezza della proposta del mercato (all’interno del quale troviamo proposte educativamente e pedagogicamente piuttosto variegate) ma anche della altrettanto ampia possibilità di accesso a questo tipo di stimolo e di “amico” che i bambini oggi hanno.

2.2.3 - la conoscenza del servizio “biblioteca”

Sin dalla sua nascita il Rosicchialibri si è posta in dialogo con la biblioteca, intesa come luogo principe non tanto della “conservazione” dei libri” ma della loro fruizione e dell’animazione alla lettura.

Una serie di domande nel questionario cercavano proprio di verificare il rapporto tra le famiglie e la biblioteca. I dati vengono presentati in una tabella piuttosto complessa, dove si raccolgono le informazioni suddivise per comune di provenienza.

Solo così possono essere correttamente interpretate dagli operatori interessati: hanno infatti diverso valore le risposte che riguardano un comune dove è presente una biblioteca per ragazzi, un comune dove c’è una sezione per ragazzi nella biblioteca per adulti o dove non c’è alcuna biblioteca.

La maggior parte dei genitori (76%) indica di essere al corrente dell’esistenza di una biblioteca per ragazzi nel comune o nel paese.

Solo il 42% dei genitori sostiene però di averla visitata e nel 19% dei casi l’ha visitata il figlio. Decisamente scarsa quindi la fruizione da parte dei diretti interessati.

Lasciando a ciascuno l’analisi della propria realtà vale però la pena di soffermare l’attenzione su alcuni paesi come Soriano, Montefiascone, Ronciglione, in cui si associano 3 fattori:

  • alta percentuale di genitori che hanno visitato la biblioteca per ragazzi

  • alta percentuale di bambini che la hanno visitata

  • rilevazione di aspetti positivi nel servizio offerto, superiori a quelli negativi.

Spicca Soriano dove le percentuali di fruizione sono particolarmente elevate.

Tra le valutazioni dei genitori sulla biblioteca viene data più importanza agli aspetti strutturali: la poca o tanta presenza di libri più o meno nuovi incide fortemente sulla valutazione della biblioteca, mentre aspetti legati alla proposta educativa (personale disponibile, luogo accogliente, giochi proposti) della biblioteca stessa passano in secondo piano.

2.2.4 - la valutazione del gioco

I genitori globalmente valutano più che positivamente il gioco proposto in tutte le sue dimensioni: i giudizi positivi superano sempre l’80%. Addirittura per il 71% questo gioco ha consentito al figlio di mostrare più interesse per la lettura.

La domanda sulla competitività coglie maggior esitazione (non risposte) e diversificazione nelle risposte.

Riguardo al coinvolgimento dei genitori nel progetto va precisato che i giochi non prevedevano che i genitori dovessero esser coinvolti; cogliamo peraltro che nel 40% dei casi tale coinvolgimento c’è stato per iniziativa degli insegnanti o dei bambini stessi. È un dato molto positivo, rinforzato dalla richiesta che molti genitori hanno avanzato di un maggior coinvolgimento.

Concludendo, vi era una domanda che chiedeva una valutazione sulla modalità da parte della scuola di avvicinare i bambini alla lettura: la risposta è prevalentemente molto positiva, rappresentata da un 86% di genitori che “promuove” la scuola nel suo compito.

Anche in questo caso è opportuna una lettura differenziata, che fa intuire la presenza nelle diverse scuole di progetti ed esperienze particolari in tal senso.

In alcune particolari situazioni la totalità dei genitori si esprime positivamente: lo riscontriamo, tra le altre realtà, a Soriano, che come altrove visto presenta una buona integrazione tra servizio biblioteca, scuola e famiglia.

Al termine del questionario chiedevamo ai genitori delle osservazioni libere sul gioco: globalmente la valutazione è estremamente positiva sia come esperienza per il ragazzo, che come esperienza di avvicinamento alla lettura che come modalità di porgere la proposta stessa. Per la stragrande maggioranza i genitori incitano il Rosicchialibri a continuare. Coloro tra i genitori che scendono in particolari suggerimenti, indicano alcune piste che rimarcano le annotazioni presentate dagli insegnanti.

3 - Conclusioni

Come per molte cose che sono agli inizi, la nostra proposta ha avuto il pregio di aprire una strada con un grande successo di partecipazione.

È necessario chiarire ancora la sua identità specifica e verificare quali aspetti potenziare e quali porre in secondo piano.

La parola chiave che ha caratterizzato la proposta di quest’anno è stata “stimolo”: gli insegnanti spesso hanno riferito questa parola (ci siamo sentiti stimolati, i bambini sono stati stimolati…) e nei questionari dei genitori era il leit-motiv delle osservazioni (uno stimolo per i nostri figli). Riteniamo che la proposta offerta abbia avuto alcuni punti di forza consistenti:

  • aver proposto un gioco sulla lettura

  • aver proposto un percorso a tappe in cui ogni tappa costituiva un momento a sé stante indipendente dagli altri e che sollecitava differenti abilità;

  • sottolineare la presenza di diverse modalità di approccio al testo scritto;

  • dare rilievo ai diversi generi letterari (filastrocche, favole classiche, leggende moderne e testo giornalistico);

  • creazione di un personaggio particolare, il topo Rosicchialibri, che è riuscito a creare un legame empatico con i bambini e che si è reso ai loro occhi un amico che come loro ama la lettura;

  • aver dato vita ad uno stimolo che i bambini potevano utilizzare singolarmente e in gruppo;

  • aver utilizzato il filo rosso della frutta in ogni giornalino

  • la presenza equilibrata nei giornalini di prove oggettive e prove creative che hanno attivato abilità diverse

I punti di debolezza della nostra proposta sono stati:

  • la eccessiva complessità e difficoltà di alcune delle prove proposte

  • i conseguenti tempi di elaborazione delle prove più lunghi

  • il numero elevato dei partecipanti che ha condizionato la ridefinizione delle nostra proposta, ha causato alcuni inconvenienti organizzati ed ha provocato un certo disorientamento nei partecipanti

  • la difficoltà di rendere accessibili alcune delle indicazioni di materiali bibliografici proposti.

 

Nota: Il Logo del Rosicchialibri è coperto da brevetto e il progetto è stato depositato alla SIAE

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