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Hanno
sostenuto
il progetto:
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Regione
Lazio

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Provincia
di Viterbo

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Comune
di Viterbo
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I bambini iscritti al momento della partenza erano
suddivisi in 200 squadre provenienti da 27 scuole di tutta la
provincia e da 3 centri ricreativi, per un totale di 3452
bambini: 2039 mele rosse e 1413 mele verdi.
Numeri molto elevati, al di là delle aspettative, che
hanno imposto la necessità di rettifiche organizzative nel corso del
lavoro.
Hanno concluso il gioco 144 squadre, 92 mele
rosse e 52 mele verdi che costituiscono il 72% delle squadre che
hanno iniziato. Circa 2/3 delle mele verdi (65% - cfr. tabella) hanno
raggiunto la fine del gioco mentre l’87% delle mele rosse sono arrivate
a consegnare l’ultima prova. L’andamento della partecipazione è
apparso quindi in lieve diminuzione nel corso del gioco.

Per quanto riguarda la costanza dei partecipanti, ben
125 squadre hanno portato a termine tutte le prove (79 mele rosse e 46
mele verdi) pari al 62.5% delle squadre coinvolte.
Durante tutto il percorso che si è snodato nei nove
mesi di gioco c’è stato modo di raccogliere le tracce dei bambini che
avevano partecipato: buste colorate, foto dei lavori svolti, telefonate, i
fogli risposta delle prove decorati, e-mail con richieste di titoli di
libri.
Si è avuta ulteriore conferma dell’entusiasmo dei
bambini nel momento in cui si è chiesto alle squadre di realizzare un Rosicchialibri
in carne e ossa, o meglio, in carta, scotch, colla e occhiali.
Centinaia di topi di tutte le dimensioni hanno
affollato la sede dell’A.Ge. a dar conto del lavoro di 118 squadre (71
mele rosse e 47 mele verdi) ed oltre 3000 disegni…
Segnali questi della necessità di incontrare e
conoscere i bambini ed esporre i loro lavori.
Durante la mostra i bambini insieme alle maestre ed ai
genitori hanno potuto votare i più belli in urne di formaggio preparate
ad hoc dallo staff. Dal 15 al 20 aprile presso il Chiostro di S.Maria
della Quercia, Viterbo, sono state raccolte le filastrocche dei “melograni”,
la favola di Ramesse per gli “ananas”, i libri-game dei “fichi d’India”,
le leggende sull’origine del mondo delle “banane” e i quadri delle
“susine” con gli stravaganti titoli di giornale dei “limoni”;
mentre strani topi di gesso si accompagnavano a topi-orologio, topi
cantafavole illustravano una storia inventata a topi in finestra dentro
reti di metallo, piatti pieni di topini guardavano altri piccoli Rosicchialibri
disegnati su cartoncini appesi di tutte le dimensioni; topi in mezzo
alla frutta e topi fatti di frutta…
Il chiostro era pieno dei materiali, frutto di una
scelta motivata dall’idea di presentare almeno un lavoro per ogni
squadra partecipante al gioco, e più di 2000 bambini hanno visitato la
mostra con le proprie classi o con i genitori.
All’interno del progetto si era previsto di mantenere
il più possibile flessibile la proposta del gioco a distanza per
adattarla ai bambini partecipanti.
I continui contatti con i docenti coinvolti hanno
permesso di avere un feedback continuo e di intervenire in alcuni casi
sulle scelte organizzative.
Il percorso è stato inoltre monitorato mediante alcune
rilevazioni sistematiche:
-
due questionari
rivolti agli insegnanti (dopo le prime tre prove – gennaio 2002 -
e dopo l’ultima prova – maggio 2002);
-
un questionario
per i genitori (dopo la V prova – marzo 2002),
-
l’apertura di una
casella di posta elettronica sul sito (da settembre 2001).
Le informazioni raccolte sono state di grande
importanza per un riscontro sull’accoglienza del gioco e su eventuali
rettifiche da apportare.
Ma, in particolare il questionario dei genitori, ci ha
permesso di raccogliere notizie assai significative su fenomeni che vanno
al di là del gioco stesso e che riguardano le abitudini di lettura dei
ragazzi ed il rapporto con le biblioteche presenti sul territorio.
Nel primo questionario sono 69 gli insegnanti
che hanno risposto ai 200 questionari che abbiamo inviato, distribuiti tra
le diverse scuole partecipanti. La maggior parte (52%) conduceva squadre
di mele rosse.
Circa il 79% ha compilato il questionario da solo
e ci è sembrato che per molti di loro il Rosicchialibri sia stato una
iniziativa che hanno condotto forse in eccessiva solitudine, nella
difficoltà di coinvolgere il resto del modulo ed in parte anche i
genitori.
In relazione alle prove proposte nel gioco, sono
state poste tre domande aperte sugli aspetti organizzativi, contenutistici
e legati alla modalità del gioco di entrare in relazione con i bambini.
Le risposte mettono in luce globalmente una ottima
valutazione del gioco nei tre ambiti evidenziati. Come aspetti
problematici: alcune inesattezze presenti nei testi dei giornalini, la
necessità di adeguare maggiormente le prove ai bambini magari inserendo
prove più “aperte” nella elaborazione, lo stimolo ad aggiornare con
costanza i punteggi sul sito.
Vi era poi una serie di domande che chiedeva una
valutazione sul clima della classe durante la conduzione del gioco
(cfr. grafico). Anche qui la valutazione da parte degli insegnanti dell’accoglienza
del giornalino, del clima di lavoro, sempre uniforme e durante il lavoro
concreto silenzioso ed interessato, hanno presentato dei bambini
entusiasti e stimolati dal Rosicchialibri ad entrare sempre più
nel vivo del gioco.

Gli insegnanti ci presentano anche indicazioni di
collaborazione tra i bambini della stessa squadra, mentre sale la presenza
di segnali di competizione tra i bambini di squadre diverse. Gli
insegnanti non rilevano la presenza di modifiche sostanziali nei
comportamenti e nelle abitudini di lettura dei bambini in concomitanza con
il gioco del Rosicchialibri.
Al termine delle prove, a maggio, si è proposto agli
insegnanti un altro strumento di rilevazione molto più semplice del
precedente.
In questo caso le risposte che ci sono giunte sono
state troppo poche per poter effettuare una comparazione significativa con
la precedente valutazione. Ne riportiamo sinteticamente le indicazioni
offerte.
In questo breve questionario si chiedeva una
valutazione che mettesse in evidenza i punti di forza della proposta e i
punti di debolezza e la eventuale intenzione di proseguire. Gli insegnanti
che hanno risposto (13) tra i punti di forza hanno messo in evidenza:
I ciclo
-
Il grande coinvolgimento e stimolazione dei bambini che
con entusiasmo e divertimento aspettavano i giornalini
-
L’arricchimento che derivava dalla lettura e dal
gioco condotto per i bambini
-
Positivo l’avvicinamento alla lettura che ne è
derivato
-
L’aver svolto un interessante lavoro di ricerca
-
Un valido lavoro di gruppo in cui vi era stato spazio
per tutti i bambini di esprimersi
-
L’aver associato al gioco con il giornalino, il gioco
in biblioteca (per Viterbo).
-
Il progetto è stato ritenuto una importante risorsa
per la classe
II ciclo
-
Approccio diverso al libro: rende divertente ed
interessante lavorare ed apprendere
-
Presenza di notevole impegno personale nel portare
avanti il gioco
-
Modalità diversa di effettuare delle ricerche che ha
stimolato molto i bambini
-
Coinvolgimento dei bambini
Per quanto i riguarda i punti di debolezza evidenziati:
-
Necessità di meglio adeguare all’età contenuti e tempi
proposti per svolgere i giochi
-
Necessità di conoscere in anticipo i contenuti e la
bibliografia per poterli eventualmente inserire nella programmazione e
potersi preparare
-
Necessità di giochi più stimolanti per la lettura e
più suggerimenti per la lettura
-
Poca spinta all’autonomia: i bambini hanno dovuto
chiedere ai genitori
-
Necessità di maggiori gratificazioni
-
Migliorare la grafica dei giornalini e la correttezza
tipografica
-
Difficile reperire le informazioni richieste
-
Ampliare lo spazio del gioco in biblioteca (Viterbo)
-
Maggiore chiarezza nell’attribuzione dei punteggi e
nella comunicazione della classifica
Nel marzo 2002, dopo la V prova del giornalino, abbiamo
inviato alle classi dei bambini coinvolti un questionario da rivolgere ai
genitori. I genitori hanno risposto in 1869 – circa il 54% della
popolazione che si era iscritta a partecipare al gioco. Il questionario si
componeva di 24 domande, prevalentemente chiuse ed era mirato ad avere
alcune informazioni su:
-
le abitudini di lettura dei
ragazzi,
-
la conoscenza del servizio “biblioteca”
nei vari paesi,
-
le modalità di ricaduta del
progetto rosicchialibri nelle famiglie
-
la presenza di eventuali aree
di approfondimento e miglioramento del gioco per un futuro progetto.
L’ampiezza del campione coinvolto e la sua
distribuzione su tutto il territorio interessato fanno sì che la portata
della rilevazione vada al di là del gioco per coinvolgere aspetti che
possono essere di chiaro interesse per gli operatori educativi e culturali
che si occupano della lettura (scuole,biblioteche)
I genitori che hanno risposto si suddividevano in 32%
genitori di bambini del primo ciclo, mentre il restante 66% del secondo
ciclo.

Per la provenienza geografica, il 26% dei genitori che
hanno risposto provenivano dal capoluogo, il 13% dalle frazioni di
Viterbo, mentre il 60% da altri comuni della provincia.
2.2.2 - le abitudini di lettura
In base all’opinione dei genitori, circa l’80%
dei bambini legge abitualmente libri non scolastici.

Questa percentuale si differenzia ovviamente tra le
diverse età: dal 60% dei bambini della prima elementare che leggono
almeno un libro al mese fino al 90% per i ragazzi della quinta.
Molto ricca anche la presenza dei giornalini tra le
letture, ma inferiore a quella dei libri.
Alla richiesta del titolo dell’ultimo libro letto
sono stati indicati circa 680 diversi titoli di libri ed almeno 70 testate
di giornalini per ragazzi.
Tra i libri letti, la saga di Harry Potter raccoglie
mote preferenze, coinvolgendo i bambini già in I (pur se in 10ª
posizione); ma dalla II fino alla V mantiene stabile e consolidata la
prima posizione.
I bambini di prima privilegiano le favole, lette da
loro o lette dai genitori. I libri di Geronimo Stilton, la
simpatica linea della Piemme, sono presenti in III, IV e V (in ottava
posizione) e si attestano come proposta per ragazzi tra il primo ed il
secondo ciclo (dai 7 anni fino ai 10 anni). Salgono decisamente in V i Piccoli
brividi che in V divengono il terzo tipo libro letto.
Tra i giornalini, Topolino risulta e si conferma
di gran lunga il più letto in tutti i ranghi di età.
Pare che sia al tramonto l’immagine di bambini che
hanno chiuso con la lettura per dedicarsi a televisione e videogiochi.
La lettura è presente spesso con una “quantità” e
“qualità” apprezzabili.
L’estrema diversificazione dei titoli poi è un
segnale della ampiezza della proposta del mercato (all’interno del quale
troviamo proposte educativamente e pedagogicamente piuttosto variegate) ma
anche della altrettanto ampia possibilità di accesso a questo tipo di
stimolo e di “amico” che i bambini oggi hanno.
2.2.3 - la conoscenza del servizio “biblioteca”
Sin dalla sua nascita il Rosicchialibri si è posta in
dialogo con la biblioteca, intesa come luogo principe non tanto della “conservazione”
dei libri” ma della loro fruizione e dell’animazione alla lettura.
Una serie di domande nel questionario cercavano proprio
di verificare il rapporto tra le famiglie e la biblioteca. I dati vengono
presentati in una tabella piuttosto complessa, dove si raccolgono le
informazioni suddivise per comune di provenienza.
Solo così possono essere correttamente interpretate
dagli operatori interessati: hanno infatti diverso valore le risposte che
riguardano un comune dove è presente una biblioteca per ragazzi, un
comune dove c’è una sezione per ragazzi nella biblioteca per adulti o
dove non c’è alcuna biblioteca.
La maggior parte dei genitori (76%) indica di essere al
corrente dell’esistenza di una biblioteca per ragazzi nel comune o nel
paese.

Solo il 42% dei genitori sostiene però di averla
visitata e nel 19% dei casi l’ha visitata il figlio. Decisamente scarsa
quindi la fruizione da parte dei diretti interessati.
Lasciando a ciascuno l’analisi della propria realtà
vale però la pena di soffermare l’attenzione su alcuni paesi come
Soriano, Montefiascone, Ronciglione, in cui si associano 3 fattori:
-
alta percentuale di genitori che hanno visitato la
biblioteca per ragazzi
-
alta percentuale di bambini che la hanno visitata
-
rilevazione di aspetti positivi nel servizio offerto,
superiori a quelli negativi.
Spicca Soriano dove le percentuali di fruizione sono
particolarmente elevate.
Tra le valutazioni dei genitori sulla biblioteca viene
data più importanza agli aspetti strutturali: la poca o tanta presenza di
libri più o meno nuovi incide fortemente sulla valutazione della
biblioteca, mentre aspetti legati alla proposta educativa (personale
disponibile, luogo accogliente, giochi proposti) della biblioteca stessa
passano in secondo piano.
I genitori globalmente valutano più che positivamente
il gioco proposto in tutte le sue dimensioni: i giudizi positivi superano
sempre l’80%. Addirittura per il 71% questo gioco ha consentito al
figlio di mostrare più interesse per la lettura.

La domanda sulla competitività coglie maggior
esitazione (non risposte) e diversificazione nelle risposte.
Riguardo al coinvolgimento dei genitori nel progetto va
precisato che i giochi non prevedevano che i genitori dovessero esser
coinvolti; cogliamo peraltro che nel 40% dei casi tale coinvolgimento c’è
stato per iniziativa degli insegnanti o dei bambini stessi. È un dato
molto positivo, rinforzato dalla richiesta che molti genitori hanno
avanzato di un maggior coinvolgimento.
Concludendo, vi era una domanda che chiedeva una
valutazione sulla modalità da parte della scuola di avvicinare i bambini
alla lettura: la risposta è prevalentemente molto positiva, rappresentata
da un 86% di genitori che “promuove” la scuola nel suo compito.

Anche in questo caso è opportuna una lettura
differenziata, che fa intuire la presenza nelle diverse scuole di progetti
ed esperienze particolari in tal senso.
In alcune particolari situazioni la totalità dei
genitori si esprime positivamente: lo riscontriamo, tra le altre realtà,
a Soriano, che come altrove visto presenta una buona integrazione tra
servizio biblioteca, scuola e famiglia.
Al termine del questionario chiedevamo ai genitori
delle osservazioni libere sul gioco: globalmente la valutazione è
estremamente positiva sia come esperienza per il ragazzo, che come
esperienza di avvicinamento alla lettura che come modalità di porgere la
proposta stessa. Per la stragrande maggioranza i genitori incitano il
Rosicchialibri a continuare. Coloro tra i genitori che scendono in
particolari suggerimenti, indicano alcune piste che rimarcano le
annotazioni presentate dagli insegnanti.
Come per molte cose che sono agli inizi, la nostra
proposta ha avuto il pregio di aprire una strada con un grande successo di
partecipazione.
È necessario chiarire ancora la sua identità
specifica e verificare quali aspetti potenziare e quali porre in secondo
piano.
La parola chiave che ha caratterizzato la proposta di
quest’anno è stata “stimolo”: gli insegnanti spesso hanno
riferito questa parola (ci siamo sentiti stimolati, i bambini sono stati
stimolati…) e nei questionari dei genitori era il leit-motiv delle
osservazioni (uno stimolo per i nostri figli). Riteniamo che la proposta
offerta abbia avuto alcuni punti di forza consistenti:
-
aver proposto un gioco sulla lettura
-
aver proposto un percorso a tappe in cui ogni tappa
costituiva un momento a sé stante indipendente dagli altri e che
sollecitava differenti abilità;
-
sottolineare la presenza di diverse modalità di
approccio al testo scritto;
-
dare rilievo ai diversi generi letterari
(filastrocche, favole classiche, leggende moderne e testo
giornalistico);
-
creazione di un personaggio particolare, il topo
Rosicchialibri, che è riuscito a creare un legame empatico con i
bambini e che si è reso ai loro occhi un amico che come loro ama la
lettura;
-
aver dato vita ad uno stimolo che i bambini
potevano utilizzare singolarmente e in gruppo;
-
aver utilizzato il filo rosso della frutta in ogni
giornalino
-
la presenza equilibrata nei giornalini di prove
oggettive e prove creative che hanno attivato abilità diverse
I punti di debolezza della nostra proposta sono
stati:
-
la eccessiva complessità e difficoltà di alcune
delle prove proposte
-
i conseguenti tempi di elaborazione delle prove più
lunghi
-
il numero elevato dei partecipanti che ha
condizionato la ridefinizione delle nostra proposta, ha causato alcuni
inconvenienti organizzati ed ha provocato un certo disorientamento nei
partecipanti
-
la difficoltà di rendere accessibili alcune delle
indicazioni di materiali bibliografici proposti.
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